sabato 7 gennaio 2017

Cursu de Istòria Sarda in Aidumajore (OR)

In su mese de ghennnàrgiu de su 2017, s'at a fàghere in sa bidda de Aidumajore unu cursu de istòria sarda "AIDUMAJORE: DAE SU TEMPUS DE SOS GIUGHES A SOS ISPAGNOLOS (Sec. XI- XV).
Su cursu ammaniadu dae banda de s'Amministratzione Comunale de Aidomajore, ghiada dae Adele Virdis, cun s'agiudu de sa Coop. Sotziale "Onoai" de Ardaule, s'at a fàghere in su tzentru de Agregatzione Sotziale "Santu Jorzi", a sero a pustis de sas 5.30 in dies dae istabire.
Su cursu chi est in donu, at a durare 10 oras, e s'at a fàghere in chimbe addòvios.
Sa punna de su cursu est cussa de fàghere acurtziare a s'istòria locale medievale, sas pessones chi apant gana de connòschere s'istòria de sa terra issoro e fintzas chi apant gana de àere mèdios novos pro fàghere chircas istòricas.
Su cursu at a èssere fatu in sardu ei chie est interessadu si che depet marcare dimandende a sa Biblioteca Comunale o a s'ufìtziu de sos
Servìtzios Sotziales de su Comunu de Aidumajore o puru cramande sa dut.ssa Simona Solinas o imbiande unu mesàgiu de posta eletrònica a s'indiritzu solinassimona@gmail.com intro de sa die de 15 de ghennàrgiu 2017.
Pro àteras informatziones e pro sa modulistica abbaidare su situ de su comunu de Aidumajore




venerdì 16 dicembre 2016

BONAVENTURA LICHERI

BONAVENTURA LICHERI.

Pubblico nel mio blog, l'introduzione storica "LA SARDEGNA E NEONELI: INQUADRAMENTO STORICO DEL PERIODO SPAGNOLO E PIEMONTESE", che è stata pubblicata nell'opuscolo "BONAVENTURA LICHERI. RACCONTATO DALLE FONTI ARCHIVISTICHE", a cura di Giuliana Portas, Mariantonietta Piga, Mario Antioco Sanna. Ed. Comune di Neoneli, Neoneli, 2016.

https://www.academia.edu/30486482/SANNA_M.A._LA_SARDEGNA_E_NEONELI_INQUADRAMENTO_STORICO_DEL_PERIODO_SPAGNOLO_E_PIEMONTESE_.pdf


venerdì 9 dicembre 2016

RECENSIONE DEL SAGGIO “ALLA SCOPERTA DEI SEGRETI PERDUTI DELLA SARDEGNA. ITINERARI PER SCOPRIRE NUOVI SCORCI, LEGGENDE, ANEDDOTI E TRADIZIONI” di ANTONIO MACCIONI, Newton Compton Edizioni, pg. 318, 12 euro. Il libro è disponibile anche nella versione E-book.







Antonio Maccioni, giovane scrittore originario di Scano Montiferro (OR) è laureato in filosofia e dottore di ricerca in Letterature Comparate. Ha lavorato per alcune case editrici e si è occupato di cronaca locale. Con la Newton Compton aveva già pubblicato “101 tesori nascosti della Sardegna da vedere almeno una volta nella vita”.
Ho letto con immenso piacere, in momenti di assoluto “relax” l’ultima fatica letteraria di Antonio Maccioni; il saggio è ben scritto e ha una lettura abbastanza scorrevole, che con il passare delle pagine coinvolge sempre di più il lettore. Rispetto ai testi, appare un po’ di difficile lettura l’introduzione, anche se naturalmente è ben curata ed essenziale per iniziare in maniera spedita “il viaggio nel testo”.
Nell’opera in oggetto, Antonio Maccioni, ci racconta la Sardegna in numerosi aspetti, suddividendo il testo in quattro parti: la prima parte “I segreti della natura, tra paradisi incontaminati, grotte nascoste e villaggi dimenticati”, c’introduce in un mondo fantastico tra luoghi della memoria, villaggi abbandonati, la scoperta dei bagni e della “Costa Smeralda”, il sistema “carsico” più importante d’Italia e i grifoni.
La seconda parte, “I segreti dell’archeologia, tra i riti antichi, civiltà sepolte e divinità fuori dal tempo”, ci catapulta nei numerosi misteri irrisolti dell’archeologia sarda; dai fossili, scheletri e astronauti di Lanaitho, al nuragico pop di Villagrande; i riti dell’incubazione ed il labirinto della domus de janas di Benetutti, fino al passaggio segreto sotto il castello di Bosa.
La terza parte, “I segreti della storia, tra banditi e delitti, poligoni militari e guerre silenziose”, parla dei manicomi, dei banditi, delle banditesse e della poesia; degli stereotipi sulla delinquenza sarda e di alcuni misteri che sono ancora sommersi nei mari della Sardegna.
La quarta e ultima parte, “I segreti della fede, tra santi e beati, mistici visionari, messe sataniche e angeli neri”, c’introduce nel viaggio per la scoperta delle reliquie dei santi, al satanismo, alle visioni mistiche e alle beate Antonia Mesina di Orgosolo ed Edvige Carboni di Pozzomaggiore.
Un bel libro, da leggere, soprattutto perché fa riferimento sia a fatti e vicende del passato, sia a fatti e problematiche attuali. Un bel libro da regalare a chi vorrebbe conoscere la Sardegna, al di là degli stereotipi; un bel libro, utile a fornire riflessioni e spunti a chi vorrebbe approfondire alcune tematiche sulla Sardegna.

Mario Antioco Sanna




venerdì 4 novembre 2016

Questa sera 4 novembre 2016, alle ore 19 presso la libreria Emmemì di Macomer (NU), presenterò il romanzo di Antoni Flore Motzo. Vi aspettiamo numerosi.
Recensione del romanzo “Le pietre di Leàri” di Antoni Flore Motzo ”, edizioni Arkadia, Cagliari, 2016. Antoni Flore Motzo, giovane storico e operatore linguistico e culturale di Scano Montiferro (OR), esordisce nel mondo letterario con un gradevole e scorrevole romanzo storico, ambientato nella Sardegna, non ancora totalmente romana, nelle concitate fasi successive alla battaglia di Cornus del 215 a.C. Il romanzo “Le pietre di Leàri”, è di agile lettura: personaggi, fatti, luoghi vengono descritti con un tipo di scrittura che si avvicina a quella cinematografica; i capitoli del libro (che consta in tutto di 150 pagine) sono brevi e non permettono al lettore di avvertire alcun senso di stanchezza nella lettura. La lettura del romanzo è pertanto rapida e piacevole: la storia, le vicende dei protagonisti e la descrizione dei luoghi vengono raccontati con grande precisione e sintesi. Di notevole valore l’approccio alla psiche dei personaggi, l’orografia dei luoghi e la precisione storica , seria testimonianza di un grande lavoro di ricerca approfondito e durevole. Il protagonista del romanzo è Birò, il condottiero o meglio “Giudice” della tribù degli Olèa, che vive stanziata nelle aspre alture dei Monti Ver, dove il condottiero risiede nel villaggio montano di Leàri, con l’anziana madre Sirbàna, la moglie e i tre figli; al protagonista si contrappone un romano di seconda generazione Lucio Erennio Fausto, che invece risiede nel villaggio romano di Turre, ai piedi dei Monti Ver con la bella, giovane e viziata figlia Erennia. Birò, dopo l’alleanza con altre tribù delle zona, compie alcune azioni di guerriglia contro i romani; nel corso di queste azioni, avrà modo di conoscere il giovane e valoroso guerriero Naragulé, con il quale tuttavia, avrà inizio una tacita rivalità. Le azioni di guerriglia di Birò, inizialmente coronate dal successo, porteranno ad una spietata controffensiva romana, nella quale sarà impegnato direttamente il proconsole Tiberio Sempronio Gracco, che dopo aver inizialmente incassato una dolorosa batosta, deciderà di avvalersi dei consigli di Erennio per stanare i sardi pelliti dalle loro roccaforti. La potente reazione romana, seppur coronata dal successo militare, comporterà tuttavia un prezzo molto alto di vite umane per entrambe le parti, tanto da alimentare profondi dubbi sull’effettivo valore della conquista romana della Sardegna. Le vicende storiche riportate nel romanzo, ci regalano un’ulteriore conferma, di quell’innata voglia di libertà, che i Sardi, talvolta inconsciamente, portano da sempre nel cuore.

mercoledì 6 luglio 2016

Bos torro 2.500 gràtzias....

S'Artìculu meu in subra de sa Batalla de Seddori de su 30 de làmpadas 1409lmpublicadu in su giornale in lìnea in sardu LIMBA SARDA 2.0, (http://salimbasarda.net/istoria/oe-sammentat-sa-batalla-de-seddori-su-1409-agabbat-sindipendentzia-sarda/) in sa die de su 30 de làmpadas de ocannu, est istadu letu 2.500 bortas e cumpartzidu dae belle che 600 pessones. Bos torro gràtzias mannas e lu torro a pònnere in custu giassu meu.

mercoledì 22 giugno 2016

Recensione libro "MIO FRATELLO JOHN CARTA" di Vittoria Carta

Nei primi giorni di maggio durante una notte di insonnia, mi ritrovai a leggere con immenso piacere questo libello dai colori vivaci, che racconta la storia di un ragazzo sindiese, la cui storia, per alcuni versi mi ha ricordato la canzone Gianni Morandi “C’era un ragazzo che come me…amava i Beatles e i Rolling Stones”. Durante la manifestazione “Primavera nel Marghine”, ho avuto finalmente l’onore ed il piacere di conoscere l’autrice del libro, la signora Vittoria Carta, recandomi direttamente nella “cortes” allestita per l’occasione nella propria casa di Sindia, ubicata nei pressi della piazza San Giorgio. La signora Carta, si è rivelata una simpatica e raffinata ex insegnante che mi ha accolto a casa sua con grande entusiasmo e con grande orgoglio mi ha mostrato uno dei paracaduti del fratello e una delle tute da lui disegnata, ideata e realizzata. Con grandissimo senso dell’ospitalità mi ha offerto un gustoso bicchiere di malvasia, in compagnia di una deliziosa nipote- studentessa universitaria e di un affabile amico d’infanzia del fratello.
Nel post che avevo pubblicato su Facebook in data 11 maggio avevo riportato la seguente impressione sul libro: “La lettura di un bel racconto sulla vita di un giovane sindiese-algherese- statunitense. John Carta figlio di un sindiese, dopo essere rimasto orfano approdò negli Stati Uniti, dai suoi parenti, finì in Vietnam a guidare aerei ed elicotteri per il soccorso dei soldati, dove fu anche decorato ed al rientro divenne uno spericolato paracadutista che si lanciò anche dalle Torri Gemelle. Una figura particolare, raccontato con semplicità dalla sorella Vittoria Carta, rientrata nel paese del padre per trascorrere la pensione. Non avevo potuto seguire la presentazione per vari impegni, ma ci tenevo a leggerlo. Un bel libro da leggere di getto”. Un appunto scritto di “getto” dopo una notte insonne appunto, ma che sottoscrivo anche oggi. La figura di questo ragazzo sindiese- algherese- statunitense non va dimenticata e meritoriamente la sorella e i nipoti ricordano il loro caro John (nato Giovanni).

Recensione del romanzo “LA CUSTODE DEL MIELE E DELLE API” di Cristina Caboni- ed. Garzanti

Domenica scorsa a Bortigali (NU) su invito dell’Amministrazione Comunale, nell’ambito della manifestazione “Primavera nel Marghine”, insieme a Roberto Putzolu e all’autrice ho avuto l’onore di presentare questo bellissimo romanzo di Cristina Caboni. Alla presentazione è seguita una degustazione del miele e della birra al miele, che abbinata al formaggio locale hanno avuto un ottimo riscontro di gradimento. Cristina Caboni è un apicultrice che vive con la propria famiglia nella provincia di Cagliari, dove esercita il proprio lavoro. “La custode del miele e delle api” edito dalla Garzanti, è il suo secondo romanzo dopo il grande successo del “Sentiero dei profumi”. Il romanzo “La custode del miele e delle api” è una bella storia d’amore universale condensata in oltre 300 pagine: ogni capitolo viene introdotto da un differente tipo di miele con un’accurata descrizione delle qualità dello stesso. Alla fine del libro è presente anche un interessante glossario.
Il romanzo presenta una scrittura molto piacevole e descrittiva, si tratta di un libro che impegna molto i sensi: vengono descritti infatti odori, colori, gusti, oggetti, canto. La protagonista del romanzo è Angelica, una giovane donna molto indipendente che gira l’Europa in camper per aiutare con le proprie competenze gli apicoltori di tutto il continente; è una donna che sembra felice; divide i propri spazi con i suoi piccoli animali da compagnia. Improvvisamente a causa di un’eredità deve ritornare nel suo paesello d’origine in Sardegna, che aveva lasciato da bambina; qui aveva trascorso l’infanzia con la zia materna Margherita Senes “Jaja”, una donna che nella sua vasta casa, permetteva a tante donne di poter svolgere dei lavori artigianali. La caratteristica principale di Jaja era quella di essere una bravissima apicultrice che cantava alle proprie api. Il rientro nel paesello di Abbadulche, è per Angelica la riscoperta della propria infanzia, con tutti i profumi, i suoni e le emozioni della propria infanzia, ma non sarà facile; alcuni parenti non hanno preso per niente bene, la notizia che Jaja abbia scelto come erede universale la giovane nipote, escludendo gli altri parenti dalla sostanziosa eredità comprendente casa, terreni e api. L’ambientamento di Angelica ad Abbadulche comunque prosegue a tal punto, che la protagonista decide di non andar più via dal paese, la protagonista oltre alle proprie radici e ad un gruppo di amiche ha anche ritrovato dopo tanti anni Nicola il suo primo amore. Ma Nicola con il fratello Claudio, fanno parte di una società immobiliare che vorrebbe costruire proprio ad Abbadulche un villaggio turistico che darebbe sviluppo e lavoro ai giovani del paese… Il romanzo tratta dunque tematiche di notevole interesse: l’emancipazione femminile in Sardegna, il rispetto per l’ambiente e per le persone, la riscoperta delle tradizioni e la riscoperta dei gusti, saperi e sapori della Sardegna. Un libro che dovrebbe essere letto da ogni sardo e che nei prossimi giorni sarà pubblicato in Germania.